Lavoro occasionale accessorio

L'inps con circolare numero 49, del 29 marzo 2013, ripercorre tutte le novità in materia di lavoro occasionale accessorio alla luce delle modifiche sostanziali apportate all'istituto dall' articolo 1, commi 32 e 33, della legge 92/2012 e delle interpretazioni ministeriali fornite con le circolari 18/2012 e 4/2013.
In primo luogo l'istituto previdenziale ricorda che sono venute meno le limitazioni previste dalla normativa previgente in riferimento alle specifiche tipologie di attività e categorie di lavoratori ribadendo che dal 18 luglio 2012 il lavoro accessorio può essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiai lavoratore nel rispetto dell'unico limite di carattere economico individuato nella soglia di 5 mila euro  per anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti (se trattasi di imprenditori commerciali o professionisti il limite è di 2 mila euro per committente).
Nel settore agricolo l'utilizzo del lavoro accessorio è riservato agli studenti con meno di 25 anni di età (se universitari in qualsiasi periodo dell'anno altrimenti compatibilmente con gli impegni scolastici e quindi nelle giornate del sabato e della domenica e durante le vacanze estive, natalizie e pasquali) e ai pensionati nell'ambito delle sole attività stagionali, e alla generalità dei prestatori (esclusi i soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi dei lavoratori agricoli) se le attività di lavoro accessorio risultano rese in favore di  imprenditori agrcoli con volume d'affari inferiore ai 7 mila euro.
Viene, altresì, confermata la possbilità di ricorrere per l'anno 2013 alle prestazioni di lavoro accessorio, entro il limite di 3 mila euro riferito al singolo lavoratore, da parte dei percettori di prestazioni integrative e di sostegno al reddito.
L'inps, ancora, evidenzia il carattere integrativo della disposizione che prevede l'inclusione del reddito da  lavoro accessorio  ai fini della determinazione del limite reddituale utile al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.
Molto opportunamente la circolare dell'inps specifica che, venuta meno la specifica disciplina prevista in precedenza in materia di lavoro accessorio per l'impresa familiare, il regime contributivo previsto per i buoni lavoro utlizzati dall'impresa familiare stessa è quello titpico del lavoro accessorio e non quello del lavoro subordinato.
Altro aspetto sostanziale sottolineato dalla circolare in commento è quello relativo alla parametrazione oraria dei buoni lavoro per cui  un unico voucher del valore di 10 euro non può essere usato per remunerare più ore di lavoro, salvo che per il settore agricolo.
A conclusione del lungo excursus dedicato all'istituto del lavoro accessorio, l'inps ricorda che ai fini del rispetto del limite economico caratterizzante la tipologia lavorativa in argomento è indispensabile che il datore di lavoro si faccia rilasciare dal prestatore una dichiarazione attestante ill non supermento degli importi massimi annuali (lettera circolare ministreo del lavoro 18 febbraio 2013) e che i compensi derivanti dallo svolgimento di attività occasionale accessoria sono esenti da ogni imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione dell'interessato.

Ultimo aggiornamento: 03/04/2013


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